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Gemellaggio socio-culturale tra i comuni di Giuliana (Pa) e Ferentillo (Tr)
L’ iniziativa del gemellaggio tra il Comune di Giuliana e quello di Ferentillo ha preso l’avvio da un fax trasmesso dalla Pro-Loco di Ferentillo al comune di Giuliana nel 1996, tramite il quale l’ Associazione ha manifestato l’ intenzione d' intraprendere uno scambio socio culturale con la nostra realtà locale al fine di mettere in evidenza il reciproco interesse soprattutto riguardo la figura e l’ opera del pittore Giacomo Santoro da Giuliana detto “il Siculo”, attivo in molti centri dell’ Umbria e in particolare proprio a Ferentillo. L’ amministrazione pro-tempore, da sempre sensibile ai problemi culturali ha accolto con entusiasmo la proposta e continuando la tradizione della precedente amministrazione, che in occasione del 450° anniversario della morte del pittore giulianese avvenuta a Rieti tra il 1543 e il 1544,
aveva conferito una borsa di studio allo storiografo giulianese Antonino Giuseppe Marchese per una ricerca storico–critica sulla personalità e le opere dell’ illustre pittore, ha invitato una delegazione composta dall’ Assessore alla cultura Roberto Pellini e dal Presidente della Pro-Loco Carlo Favetti per una visita nel nostro paese.L’ incontro Culturale è avvenuto il 26 aprile 1998 presso il Castello di Giuliana e in quell’ occasione è stato presentato il libro scaturito dalle ricerche del Dott: A.G.Marchese su Giacomo Santoro.
Il dialogo con il Comune di Ferentillo è continuato nel tempo e il 26 Agosto 2006, sempre nell’ ambito del gemellaggio socio-culturale con quella cittadina si è svolto un incontro di studio dal tema “Viaggio sulle orme di un Pittore raffaellesco” Giacomo Santoro da Giuliana detto Jacopo Siculo.
Gonfalone di Giuliana
Per l' occasione il Sindaco del Comune Vincenzo Martorana e lo storiografo Dott. Antonino Giuseppe Marchese si sono recati a Ferentillo dove alla presenza dei rappresentanti dei comuni in cui il pittore giulianese ha operato è stata intitolata all’ illustre giulianese la piazza della frazione di San Mamiliano, affinché sia i residenti che i turisti, possano ricordare e apprezzare uno dei massimi artisti italiani operanti nella prima metà del '500.
Giacomo Santoro da Giuliana detto Jacopo Siculo
Nato alla fine dello XV secolo a Giuliana (Pa), si formò artisticamente in ambito palermitano, in seguito si trasferì: prima a Messina poi a Roma dove la sua presenza è documentata nel censimento del 1526-27, frequentò la bottega di Raffaello, il quale ne influenzò molto le opere, anche se Giacomo Santoro, seppe rappresentare nelle sue uno stile raffaellesco in modo molto personale.Si trasferì in Umbria, si hanno notizie della sua presenza in Umbria dal 1521, ebbe la residenza a Spoleto, dove visse ed operò fino alla morte avvenuta prematuramente nel 1543.
La sua opera più importante è senza dubbio “L’incoronazione della Vergine e Santi” oggi conservato a Norcia nella pinacoteca civica.E' una grande pala d’altare firmata 20.03.1541, rappresentante la vergine genuflessa, con Gesù, in atto di incoronarla e l’eterno benedicente avvolto tra nubi e 23 Santi tra cui San Francesco, Santa chiara, San Benedetto, Santa Scolastica, con un paesaggio verdissimo formato da colline e un lago.
nel 1538 a San Mamiliano presso Ferentillo dipinse per la chiesa parrocchiale la pala d'altare "Madonna con Bambino e Santi".
Mori a Rieti nel 1543 o nei primissimi giorni del 1544, come si deduce da un testamento che si conserva negli archivio notarile, dopo aver contratto una malattia, fu sepolto nella cattedrale di Rieti.