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Celebrità
Giuliana, a pochi chilometri dai siti archeologici di Entella e di Adranone, che ha ospitato Federico II, Federico III, Eleonora D’Aragona, con il suo castello restaurato di epoca federiciana e il Monastero adiacente degli Olivetani e vicina a S. Maria del Bosco, vanta un primato invidiato e non del tutto noto, quello del numero dei centenari.
<Questo Comune>, scrive lo storico Dott.Giuseppe Marchese, <detiene il primato nazionale, tra i comuni d’Italia, per percentuale di longevi, “over 85” sulla popolazione residente, seguito dai comuni (confinanti) di Bisacquino e di Sambuca di Sicilia, ricadenti nell’area occidentale dei monti Sicani, alle falde del monte Genuardo.
Letture per approfondimenti
1) A.G.Marchese, Poeta & Contadino, Sebastiano Altamore di Giuliana, con prefazione di Aldo Gerbino, Edizioni Plumelia, Bagheria(Palermo) 2010 fuori commercio distribuita dalla famiglia Altamore/D’Aiuto)
2) A.G.Marchese, in L’ulivo saraceno. Civiltà letteraria siciliana, Ila-palma,Palermo 1999
3) A.G.Marchese, Una vita da eroe: Nicolò Catalano da Giuliana e il suo secolo,1909-2009 ed.Plumelia, Bagheria-Palermo 2009
4) F. Russo, Claudio Chiaramente in “Ti cuntu e ti raccuntu”.
5) O. Campanella, Il Seminatore, raccolta di poesie in fase di stampa ,Palermo 2010
6) F.Russo, Franco Vitali, un poeta di Marineo ….in CNTN,Anno III,N.19,Gennaio 2003
7) A.G.Marchese,(a cura di) “I’isola ricercata, inchieste sui centri minori della Sicilia secoli XVI-XVIII”,Atti del Convegno di studi (Campofiorito,12-13 aprile 2003-Provincia Regionale di Palermo
8) F.Russo paese dei centenari un medico
9) A.G.Marchese . I conti civici di Giuliana (1784-1810) –Ila Palma Mazzone
10) F.Russo in Peppe Russo di Giuliana .Un servizio ai contadini di Sicilia in CNTN Anno VII N.40 Giugno 2007
11) A, G. Marchese, Una vita da eroe - Nicolò Catalano e il suo secolo (1909-2009-)Edizione fuori commercio-distribuita dai familiari.Plumelia-Palermo-2009
12) M.Cristina Castellucci. Per scoprire Giuliana e il suo Castello in la Repubblica Palermo del 3-04-2009 pag.XIV
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Medici, scienziati, letterati a colloquio con Marchese sui centenari
(Tratto da orizzonti isicani)
di Ferdinando Russo
Con il nuovo saggio dal titolo "La QuartaEtàtra Umanesimo letterario e Biomedicina -Indagine sulla longevità nei Monti Sicani", curato dal medico A.G.Marchese, che esercita la sua professione nei comuni di Giuliana, Chiusa Sclafani e Bisacquino, i centenari del territorio sicano oltre che un nuovo medico hanno trovato, a loro fianco, un promotore di studi e di ricerche storiche sulla loro vita e sull'elisir della lunga esistenza.(1)
Il collega medico Benito Bonsignore (2) e lo scrittore prof. Nicola Rosario Lombardo, (3) già dirigente della pubblica istruzione, autori di interessanti studi ed operatori di ricerche e di iniziative sociali sulla Quarta età, risorsa per la memoria storica, nel tempo delle facili dimenticanze e centrale per la trasmissione di valori, tradizioni, usi, costumi della Sicilia antica ( e della sua identità più completa), nonché banca familiare per i bisogni dei giovani disoccupati delle famiglie del Sud, nei correnti anni di una diffusa crisi economica ,hanno ora un loro "capo fila" storico nella battaglia controcorrente per la solidarietà con quella età, che, da parte dei benestanti imborghesiti, viene spesso considerata l'inutile vecchiaia.
E Tremonti dovrà prenderne nota anche perché i centenari, di cui parla Marchese, non pesano sulle strutture della sanità e spesso non consumano neppure farmaci. e non deve limitarsi, nei prossimi interventi, ad inventare qualche nuovo tichet o tagliare qualche anno delle pensioni conquistate da centenari, visto che per tali risorse previdenziali si sono ridotte le tensioni e le rivendicazioni di una moltitudine di giovani nipoti, fruitori degli ammortizzatori sociali che offrono i nonni, sempre generosi.
Il mio temporaneo ruolo di governo nel Ministero della Sanità, con delega per l'Istituto Superiore della Sanità e la presidenza del Centro Studi del Ministero,(4)durante la elaborazione e la stesura della prima rivoluzionaria legge sul Servizio Sanitario nazionale e l'attenzione rivolta, nel corso degli anni, agli studi ed agli scritti di A.G.Marchese, e non solo sui medici, i farmacisti ed i centenari, mi inducono ad essere particolarmente sensibile alla produzione letteraria sulla longevità ed alle ricerche sociali dello storico della vita e della cultura del Corleonese, autore di ormai numerosi saggi (5),.di cui ci siamo occupati riscontrando interesse e ampiamente riportati dai mass media (6) e segnalati, per qualche tempo, nel sito del Comune di Giuliana,.suo paese natale.(9-11-15) Marchese, cultore di storia.all'Università di Palermo, partendo dalla cittadina di Federico II e degli Aragonesi, tra i Monti Sicani e le valli del Sosio e del Belice, ne ha studiato la storia, l'arte, la cultura, i modi di vivere. La professione di medico lo ha portato a diagnosticare, con altri studiosi e ricercatori, i problemi della terza ed ora della quarta età, nei comuni che tentano di conquistare il primato quantitativo dei centenari (7).
Il medico, che continua la nobile tradizione letteraria di molti suoi colleghi intellettuali, ha avvicinato per le sue ricerche storiche e letterarie, i centenari conosciuti, li ha interrogati, come Nino Barraco, ricordandola Bibbia, o Matteo Chiaramonte di Castelvetrano, raccogliendone la saggezza sorniona, o Franco Vitali di Marineo, per far conoscere al mondo dei nipoti e degli emigranti l'eco della terra lontana, e infine come Aldo Gerbino, amico e critico letterario del curatore del saggio,a cui offre un suo poetico saggio, che intitola nel volume alla nostra riflessione:" Attraverso il ponte,Versi autunnali"(10).
Il Nostro ha cenato e brindato con il vino rosso locale alle mense dei centenari, avvicinandosi alla loro cucina tradizionale "premediterranea", ai cibi naturali prodotti nei territori sicani, e li ha immortalati nei suoi scritti.
Il Comune, che, pur non nascondendo le difficoltà del bilancio per presentare e pubblicarne le opere piu' significative, che interessano la storia e la cultura della città, segue con interesse le opere del suo "primo affermato storico", ammiratore e scopritore di Padre Olimpio (18 ) lo scrittore dell'Abbazia di Santa Maria del Bosco (19) e degli artisti che hanno avuto le loro origini a Giuliana, sta curiosando negli scritti di Marchese per offrire ai visitatori del Castello di Federico II e del parco Sub urbano di S.Anna, ora intitolato a "Peppe Altamore" ,le cosi dette "cene dei Centenari", elaborate e sperimentate, ma non pubblicizzate, sulla base degli alimenti in uso presso le famiglie dei centenari e che trovano un qualche riferimento nella tradizione cristiana delle cene di S.Giuseppe, di Giuliana, Chiusa Sclafani, Bisacquino, Campofiorito, Salemi, quando le pietanze che vengono apparecchiate, sono tutte a base di verdure, raccolte nel territorio e di prodotti orticoli, olivicoli e caseari locali.
E la ricerca delle ricette alimentari dei centenari forma così, oggetto delle informazioni date ai turisti che raggiungono il Paese.sicano di Giuliana e dovranno sempre piu' essere utilizzate dai nuovi agriturismo di Contessa Entellina, Sambuca di Sicilia, Bisacquino, Chiusa Sclafani, Corleone, Campofiorito e dell'intera zona sicani per meglio offrire l'identità e le caratteristiche della cucina tradizionale delle famiglie dei centenari rendendo, in tal modo, la visita al Castello, al Parco, alle Riserve del territorio,(20) la sosta di qualche giorno e la tradizionale ospitalità ancora più salutare.
Le caratteristiche sagre della "cipolla di Bisacquino", delle fave, degli asparagi, dei "garufi",dei funghi, delle "tabische", delle olive "giarraffe", delle rinomate "ciliegie di Chiusa Sclafani", del pane casereccio, con ricotta o con olio del luogo, i dolci dei pasticcieri locali,( le amarette), che studiano le tradizioni e la naturalezza dei prodotti usati, dalla ricotta dei cannoli, al latte dei gelati, alle mandorle, alla frutta ,si prestano a fornire occasioni per portare alla conoscenza dei visitatori gli alimenti,e le erbe aromatiche, che assicurano ai Giulianesi ed ai visitatori dei comuni del circondario salute e lunga vita.
L'agosto giulianese, affidato agli assessori Gino Fazio, Antonella Campisi, in troppo vivaci confronti propositivi, a Pietro Musso, al sindaco Campisi ed al suo vice Provinzano, in permanente competizione con il presidente del Consiglio Franco Scarpinato e la locale "Pro Loco", presieduta da Cristina Altamore e da Rita Purrazzella, a cui partecipano i consiglieri tutti, si trasformerà così in una gara e nell'offerta di un pacchetto di prelibatezze al quale concorrono annualmente i consiglieri comunali, sia nell'estate, durante le serate con "le cene dei centenari" nella piazza del centro storico, con le cucine a vista d'occhio, sia nel periodo natalizio con il presepe vivente in contrada S.Antonino, con ristoro per i visitatori che vengono da lontano, sia nelle ricorrenze delle stagioni estive e primaverili al Parco di S.Anna, per assaporare le primizie stagionali.
In questo senso la recente denominazione ad Altamore del Parco suburbano di Giuliana, comune, con Bisacquino, dal primato dei centenari, si collega in un tutt'uno con la longevità degli abitanti e con la loro cucina.
Il parco, infatti, dedicato all'assessore all'agricoltura Giuseppe Altamore, che è stato esperto di problematiche agricole locali, vuole essere un significativo indirizzo per la valorizzazione delle risorse e dei prodotti agricoli locali, oggi trasformati e venduti fuori dal circondario ove si producono, con notevoli perdite economiche da parte dei coltivatori della terra. e delle aziende agricole interessate all'olivicoltura, alla zootecnia,all'industria dolciaria.
E non è detto che lo storico Marchese, nel frattempo, non integri i suoi studi odierni con quelli legati alle diete ed alla sana cucina dei centenari, le cui primizie troviamo nel saggio al nostro esame.
I preliminari sono infatti portati alla attenzione dei lettori ed il Nostro (1) non trascura di far conoscere le verdure come le erbe aromatiche e le piante medicinali, con il contributo di Elisa Ficarella (10) e con i contenuti organolettici delle olive e dell'olio prodotto dalle olive "Giarraffe",.attenzionate dal Consiglio comunale, nel corso della giunta Campisi-Provinzano, con l'approvazione del disciplinare DE.C.O: a salvaguardia della produzione olivicola (11) e dei "divoratori d'olive", che sono, per a.G.Marchese, i centenari nei Monti Sicani (pag.21):.
I futuri visitatori del Parco dei Monti Sicani(12), oggi inceppato, tra le remore delle normative, la lentezza legislativa e le paure dei cacciatori (senza cacciagione), e quelli che visiteranno il Parco sub urbano Peppe Altamore, nella contrada di S.Anna di Giuliana , ove hanno vissuto e lavorato anche alcuni centenari di Giuliana, Chiusa Sclafani, Bisacquino, Campofiorito, Sambuca di Sicilia, Burgio, conservando il paesaggio e difendendolo dagli incendi, verranno anche per le loro cure dietetiche e per acquistare i prodotti della terra dai bravi coltivatori del territorio, e troveranno ausilio per le loro diete, troppo spesso sofisticate, superando preoccupazioni consumistiche e.procurando, con la serenità, che si respira nei luoghi, fotografati da E.Brai, G.Campisi, S.Spata, P.Daidone, ed illustrati, recentemente da Mario Liberto e Mario Candore, quasi un invito alle Riserve naturali dei luoghi,(20) altri anni alla loro esistenza.
Piace segnalare, a questo punto, che anche i medici, a Giuliana, diventano Centenari, come conferma il medico condotto Ernesto Bella,"l'importanza di chiamarsi Ernesto:un centenario griffato a Giuliana " ( op.cit. (1) pag 33) intervistato nel saggio da Marchese.
Scrive infatti lo storico, che la medicina prima dei centenari e delle centenarie è stata un bicchiere di vino rosso locale ed afferma il medico condotto centenario vivente dr.Ernesto Bella, che la sua longevità si deve anche al non uso dei farmaci non necessari.ed alla lunga alimentazione infantile con il latte materno e dei prodotti naturali della terra.
Nessuna guerra, comunque, con i farmacisti, perchè loro hanno tradizionalmente utilizzato le piante medicinali per misture e decotti di malva, di.cicoria, di "ardiculi",di foglie di "spiredda", e di altre erbe prodotte nel Parco suburbano e della riserva del Monte Genuardo e del monte Triona.
Lo speziale Ignazio Russo ne faceva largo uso, conservando le erbe essiccate nelle "brunie" (burnie) di ceramiche di Burgio, specie nella farmacia di Via Grande e in quella di Via Roma, già dei dr.Ignazio e Giovannella Russo, passata agli Sciamè e Buscaglia, che ora , anche se sono ridotte le prescrizioni mediche, non lesinano di incoraggiare i centenari, non facendo loro mancare le analisi del colesterolo "buono" con i laboratori a tempo reale e le altre analisi più' consuete per vivere serenamente la quarta età.
E forse per una naturale speranza imitativa, il medico Giuseppe Napoli, Presidente del Rotary di Sciacca, ha voluto, promosso e sponsorizzato, l'opera di Marchese, raccogliendo le preziose testimonianze contenute nel saggio: del prof. Salvatore Raimondi (Le qualità ambientali nei monti Sicani e l'antropizzazione armonica), del poeta e giornalista Nino Barraco, (I giorni del futuro:per una lettura biblica sull'anziano), del prof.Tommaso Romano, (L'età dei Patriarchi, ovvero la policromia della vecchiaia ), del prof. Salvatore Vecchio, (la vecchiaia nella letteratura), di Salvino Leone (La persona anziana. Problemi etici), pag.115), di Rita Cedrini (La diagnosi sociale della vecchiaia pag.140), di Vincenzo Borruso (Gli anziani in Sicilia:quali servizi socio-sanitari pag.229), del prof. Federico Piccoli,( Biologia dell'invecchiamento:gli aspetti controversi pag.155).
Ne' possono trascurarsi nell'antologica sulla quarta età di Marchese, i contributi offerti dagli studiosi: C.Caruso e S.Vasto (Tra genetica e ambiente:il paradigma dei centenari,pag.165), di M.Barbagallo e L.J.Dominquez, (Fattori di rischio cardiovascolari e metabolici nei centenari pag.175), di G.Fradà (Centenari e consumo di farmaci,pag.185), di M.Buscemi (I colori del Mediterraneo e la senescenza pag.191), di G.Cicero e R. De Luca (Longevità e cancro nei Monti sicani (versante occidentale pag.199 ), di L. Tortorici (Medicina Ippocratica :il rene dell'anziano pag 211).
Per passare dalla medicina alla letteratura, ricordiamo i poeti centenari, che non mancano (5) e trovano, infine, riscontro ed ulteriore ispirazione nei versi di Aldo Gerbino del saggio e nelle parole di fede nella trascendenza e nella Bibbia di Nino Barraco, recuperando: "il dono della nuova stagione, la libertà interiore, la sapienza della vita, la gratuità dell'amore". Si tratta, scrive Barraco, "di uscire dal rimpianto (quando avevo vent'anni), dal disimpegno (la condanna del presente), di lasciarsi morire (la disperazione rassegnata)".(17)
Una postuma consulenza, la offre il dr.Giuseppe Napoli, da primario medico, ed in ricordo della sua presidenza, ai soci del Rotary, con queste "linee guida",capaci di condurre al giusto e sospirato "invecchiare bene ", come scrive Marisa Buscemi (14). Il dovere di rimanere "giovani".,aggiunge il prof..Aldo Gerbino, ordinario di Istologia dell'Universita' di Palermo nel contributo poetico al saggio, oltre che un traguardo," è a mio avviso, un dovere dell'uomo moderno, perché la longevità è dono prezioso:"
E dono prezioso è Giuliana, per Marchese,"uno dei paesi dell'Eden, ove "si vive per sempre" come in un "luogo delle Muse",parafrasando i versi di una poesia di Andrea Zanzotto: "rari sono i luoghi in cui resistere/ i luoghi ove le Muse si danno convegno / per mantenere l'eco di un'armonia" (pag.12-op.cit.1)
Ferdinando Russo
onnandorusso@libero.it
1)A.G.Marchese (ed)La QuartaEtàtra Umanesimo letterario e Biomedicina, Indagine sulla longevità nei Monti Sicani, con prefazione di Giuseppe Napoli, presidente del Rotary Intenational ,distretto 2110 Sciacca.
2) B.Bonsignore, Presidente Progetto Italia 2000 ,in www.ancescaopalermo.altervista.org
3) N.R.Lombardo, Il senso della vita in età adulta e anziana-Appendice per una serena senescenza, Editrice D.U.E.M.I.L.A.,Palermo dicembre 2005
4) F.Russo, Dibattito sulla legge di riforma della Sanità, Atti Camera Deputati,Volumi del Centro Studi del Ministero della Sanità, Roma..
5) F.Russo, A Giuliana i centenari sono anche poeti e lo storico Marchese li intervista in
http: orizzontisicani.altervista.org. blog del /2010
6) F.Russo, nel paese dei centenari,un medico, in www.google.it,www.vivienna.it,
e in www.maik07.wordpress.com
7) F.Russo ,Il parco sub urbano dei centenari di Giuliana è stato dedicato all'assessore all'agricoltura Giuseppe Altamore,in www.vivienna.it del 28 luglio 2011,in www.google.it,
alla voce Ferdinando Russo ed il Parco suburbano di Giuliana oppure in www.Orizzontisicani.it
.8) A.G.Marchese, Nell'area dei sicani alla ricerca del genoma della longevità.
9) A.G.Marchese, Una vita da eroe. Nicolò Catalano da Giuliana ed il suo secolo (1909-2009) , Bagheria, Plumelia, edizioni 2009.
10) A-Gerbino, in op.cit.(1) pagg.13-116,"Attraversare il ponte-Versi autunnali".
11) A.G.Marchese, Poeta e contadino. Sebastiano Altamore da Giuliana 1910-2010)Bagheria, Palermo, Prefazione di A.Gerbino, Plumelia Edizioni,2010
12) Orizzonti sicani -Il Parco dei Monti Sicani ,in www.orizzontisicani.it
13) E.Ficarella nell'op.citata (1) in Piante officinali d'uso popolare nei Monti Sicani (area del Triona) pag73-80
14) M.Buscemi,in op.cit.(1) in Il dovere di rimanere "giovani" -I colori del mediterraneo e la senescenza ,pag-191-197
15) A.G.Marchese, Un centenario da primato a Giuliana, Santo Ambulo ,in idem.Frammenti di cultura siciliana, presentazione di T.Romano, Palermo, Ila Palma,2000
16) G.Calabrese, Quei centenari dei Monti Sicani, in "cibo e salute",Famiglia Cristiana ,2011
17) N.Barraco in op.cit (1) I giorni del futuro per una lettura biblica dell'anziano pagg.81-91
18) A.G.Marchese, (a cura di ) ,(1995) Padre Olimpio da Giuliana,Memorie antiche del Monastero di Santa Maria del Bosco,manoscritto del 1582 postilato da Torquato Tasso, ed.Ila Palma, Palermo
19) A.G.Marchese,(a cura di ),(2006)L'Abbazia di Santa Maria del bosco di calatamauro,Atti del Convegno di Studi (Chiusa Sclafani e Santa Maria del Bosco, 17-18 aprile 2004), presentazione di V.Sgarbi, Palermo
20) M.Liberto, M.Candore, Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco ,Istituto Poligrafico Europeo,Roccapalumba, 2006
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A Giuliana i centenari sono anche poeti e lo storico Marchese li intervista
di Ferdinando Russo
Il primo centenario di Giuliana, il paese di Federico II e di Eleonora d’Aragona, è stato nel 2010 Sebastiano Altamore(1910-2010),”Poeta &Contadino”come titola il suo recente saggio il letterato medico A.G.Marchese, che aggiunge alla sua fama di storico quella di studioso dei centenari, che abbondano nelle terre sicane. Ne le interviste, come fa il poeta a Marineo, ne scrive le storie e consegna, in preziosi volumi, con appendici documentari, quasi poemi immagini , alle Biblioteche comunali ed ai familiari, perché per altri secoli ed insegnino dove e come Vivere, forse scrivendo poesie.
Altra figura di centenario poeta di Giuliana, coevo di Altamore, studiata da Marchese è stata quella del poeta Giuliano D’Aiuto ,(in Colapesce.Almanacco di scrittura mediterranea riedito ne L’ulivo saraceno e
quella di Sebastiano Altamore sembra rientrare, per Gerbino, nella “poesia di natura,esternata arcaicamente…ora con l’attenzione ai problemi civili (dall’amministrazione della sua Giuliana alle vicende, spesso drammatiche e mortificanti di un’Italia sempre più politicamente compromessa), ora agli accadimenti personali, alle dinamiche affettive, che legano con forti vincoli i componenti di una famiglia.”
In quelle rime baciate di Altamore, continua il poeta Gerbino,”ecco denunciare la gioia di una nascita, il tratto luminoso di un matrimonio, l’angoscia di un lutto, d’una assenza, che spesso pesa, come un macigno sull’anima, di uno scoramento,o ancora, tra detti proverbiali intrisi di infantile e popolare arguzia,affiora il gioco,l’umorismo schietto,serpeggiante come umoroso balsamo,tra dediche (a fratelli, sorelle, figli, amici) e canti spontanei.
“Io non sono un gran poeta/ nemmeno un gran compositore/ sono un semplice canzoniere/della gente che non si offende./ Le canzoni le studio a mente,/poi le canto perché non ci impiego niente/ Né carta, né penna né inchiostro/ No so se è ignoranza o intelligenza”.
E la cultura contadina di detti, proverbi, storie fantasiose, motti morali, la fa da padrone in Altamore, senza con cio’ disattendere il presente, anche se amaro: Nella poesia “I grandi disordini italiani” scrive: “Cu eni a lu putiri si arrobba i miliardi/ e pi recuperari si munginu i pecuri strippi “(le pecore che non possono produrre latte).
Un filo sottile, che supera le lontananze, che collega, per il Nostro, Altamore con Tommaso Bordonaro, l’emigrante di Bolognetta autore de “La partenza” (1991) e Vincenzo Rabito ,il contadino semianalfabeta di Chiaramonte Gulfi autore di “Terra matta”(2007).
La poesia, se sa superare il dolore, se sa sorridere, piangere e gioire, se sa sperare, se sa inseguire le leggi naturali della famiglia è un vero balsamo di lunga vita.
Ci tornano alla mente gli scritti di un altro centenario, studiato da Marchese sempre a Giuliana, Nicolò Catalano, presente nei motori di ricerca di internet.(cfr.Ferdinando Russo e Antonio Giuseppe Marchese in www.google.it).
E le poesie di cui è orgogliosa la città di Castelvetrano di Claudio Chiaramonte :”Ti cuntu e ti raccuntu”..
Ed ancora le poesie tenute “segregate”per tanti anni da Orsola Campanella, ora nel volume, “Il Seminatore”.
Mentre Franco Vitali, il tecnico della Sip, laureatosi da lavoratore e divenuto da pensionato docente di lettere e cultore universitario, continua a intervistare per trovare ispirazione alla sua i concittadini centenari e gli di ritorno di la città che alla Poesia ed alla letteratura dedica un prestigioso Premio Internazionale di poesia annuale.
Aldo Gerbino, poeta e medico, autore di “Plumelia”,li classifica, nella prefazione del volume di Marchese al nostro esame, tra i poeti di “struttura”, avvinti dal piacere sottile di far poesia, che vivono onestamente, fino in fondo, la loro “iterazione “ creativa, il loro chiodo fisso, il loro –disagio, immersi nel flusso delle loro esistenze,tollerando con la grazia di un airone, gli irritanti confronti con i poeti di “cultura” o l’impatto maltusiano con quelli di “natura”.
Marchese non insegue i poeti, ma gli uomini e le donne dalla lunga vita, nell’intreccio della loro vita familiare e sociale, come fa Pietro Mazzamuto ne “Il diavolo e l’olio santo”, all’interno della comunità di appartenenza,Centurieed il Nostro per Giuliana lo fa medico, da studioso, da letterato, suggestionato e collaboratore degli studi che l’Università di Palermo compie sui centenari di alcuni comuni dell’entroterra sicano.
Nel nel contempo, il Nostro indaga sulla storia, di Giuliana, e non solo ‘900.
E’ interessato, infatti, allo studio, alla revisione, ricostruzione della storia delle civiltà municipalidella Sicilia ,(e’ sua la cura del recente volume L’Isola ricercata”,inchiesta sui centri minori della Sicilia secoli XVI-XVIII (7).
Il Nostro si fa, in questi saggi , attento osservatore della vita di uomini “non illustri” ,di persone dalla “normalità anonima”, ”proprio di quei giulianesi, che ogni mattina aritmicamente, si recavano nei campi a dorso dei muli, per ritornare a tarda sera al focolare domestico, i quali trovavano momenti di aggregazione sociale nella festa patronalee nella fiera-mercato del bestiame, vivendo una vita epico-sacrale sicuramente faticosa, ma non per questo nevrotica; (l’origine dei centenenari ed il loro segreto?), una identità smarritanei giulianesi di oggi, giovani e meno giovani, che sono soliti tutti i giorni circolare vorticosamente in macchina tra la piazza e il nuovo quartiere Pompei, in obbedienza alla società dei consumi ,che ha “normalizzato le persone in uomini qualunque,”senza qualità”,come certi personaggi di Musil, o come gli uomini anonimi e scuri della Londra di Thomas Eliot, che al mattino attraversavano il Bridge (Gli uomini vuoti,1925).
E lo storico tenta di ribaltare l’apatia dei molti, rivolgendosi ai giovani, proprio ai nipoti del centenario, a Sebastian (Sebastiano D’Aiuto), che apre una pizzeria, a Simone (Simone Grimaldi),
il pasticciere “mago “del laboratorio “Dolci Tentazioni”,che diventa nel centro storico di Giuliana
riferimento per gusti prelibati e ricerche di ricette tradizionali.
Ed è come se dalla riflessione sui centenari nascesse una prospettiva di lavoro autonomo, creativo, legato alle potenzialità di un comune, che ha una storia da conservare
e servizi e nuove imprese da progettare per il richiamo turistico, offerto dal di Federico II , dalle chiese, dal paesaggio, dall’ambiente salubre, dalle tradizioni, dalla cucina, dai prodotti naturali della terra, dall’antica ospitalità greca.
Marchese intitola così il primo capitolo del suo saggio “Della bella vecchiaia e della saggezza.”
Ed è un inno alla terza età, a quella fase della vita che altri studiosi e scrittori dell’Isola (Nicola Rosario Lombardo, Benito Bonsignore, e altrove Piero Ottone e Andrea Leonetti hanno voluto onorare della loro pubblicistica e dell’azione socio-culturale generosa e meritevole di attenzione e plauso.
I centenari, con il loro umorismo, con la loro disponibilità al lavoro, con la loro saggezza, con la loro fede, con la loro vitalità, sfidano i record della terza età e sembrano farsi non banchieri di piccoli prestiti, con i loro risparmi per i giovani senza lavoro, ma maestri di risorse morali,di insegnamenti dei valori della legalità, del lavoro, della famiglia, di una umanità più fraterna e operosa .
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NEL PAESE DEI CENTENARI, A GIULIANA ,UN MEDICO LETTERATO NE STUDIA LA VITA
di Ferdinando Russo
Antonino Giuseppe Marchese, il medico scrittore di storie e di uomini illustri del Corleonese e uno dei maggiori studiosi delle civiltà municipali della Sicilia contemporanea, di cui ci siamo occupati anche recentemente,nella presentazione del volume sui Conti Civici del Comune di Giuliana dell’Ottocento, e prima con “Peppe Russo”,l’eterno rivoluzionario, torna puntualmente a sorprenderci con un saggio dal titolo : “Una vita da eroe”,nel paese dei centenari.
Giuliana, il paese a pochi chilometri dai siti archeologici di Entella e di Adranone, che ha ospitato Federico II, Federico III, Eleonora D’Aragona, con il suo castello restaurato di epoca federiciana e il Monastero adiacente degli Olivetani e vicina a S. Maria del Bosco, vanta un primato invidiato e non del tutto noto, quello del numero dei centenari.
<Questo Comune>, scrive Marchese, <detiene il primato nazionale, tra i comuni d’Italia, per percentuale di longevi, “over 85”sulla popolazione residente, seguito dai comuni (confinanti) di Bisacquino e di Sambuca di Sicilia, ricadenti nell’area occidentale dei monti Sicani, alle falde del monte Genuardo (m.1180), il “-Paradiso della terra “ (gen-nart al-ard) degli Arabi.>.
Il “Triangolo del Triona”,(che comprende i comuni di Giuliana, Chiusa Sclafani, Bisacquino),come lo ha chiamato l’autore, è diventato così meta di studiosi dell’Università e di naturalisti che affollano le sale del Castello e visitano il territorio sottostante alla scoperta dei segreti storici, geologici, ambientali e genetici,anche per vivere cento e piu’ anni.
Gli ultimi a tenere la loro Assemblea associativa ordinaria nelle sale del castello sono stati i soci della Syqillyàh di Catania, che accolti dal vice sindaco ,dr.Giuseppe Provinzano,dal presidente del Consiglio,F.Scarpinato,dagli assessori A.Campisi, G.Fazio, P.Musso e dall’organizzatore di eventi ,P.Altamore,hanno popolato le strade del centro storico del paese, provenienti dall’intera Sicilia ed hanno svolto il loro congresso, in larga parte nelle assolate terrazze, che si proiettano nella valle del Sosio .
E nel castello, che si offre alla riflessione e ai dibattiti sull’ambiente, sulla natura incontaminata, sui temi dell’economia del sud, della legalità e della globalizzazione sono risuonati i temi dell’attualita’ culturale e sociale, presentati da A. Cavadi, M.Pallante,T.Perna, P.Paletti, M.Angelini, S.Scuto, Luzzi e altri relatori.
Il nuovo saggio dello storico Marchese, tra microstoria e macrostoria, prende le mosse dal centenario di Nicolò Catalano, nato a Giuliana il 17-03-1909 e la cui vita ripercorre le avventurose tappe del Novecento italiano. Quella di Nicolò Catalano è <Una vita condotta con coerenza morale e lealtà di cittadino>, scrive l’autore nella premessa, <che ha visto il susseguirsi in Italia di tre modelli politici, quello liberale, quello fascista e quello democratico - repubblicano,credendo ciecamente nelle utopie e nei messianismi ,propagandati dal Duce>.
Eppure il nostro eroe umile del sud, nato a Giuliana e vissuto per larga parte della gioventù lungo i deserti africani inseguendo le avventure colonialiste di Mussolini, che fanno da cornice alle peripezie militari del protagonista tra le due guerre, alla ricerca disperata di un lavoro, <è una persona buona e cortese, di una cortesia sofisticata, che tradisce le sue origini contadine>.
La storia degli umili trova un altro cantore in A.G.Marchese, che allarga l’orizzonte dei suoi interlocutori,che costruiscono la storia di Giuliana e di cui Marchese recupera valori e disvalori,con scrupolosa fedeltà alla verità-.
Questa volta il medico letterato si fa attento e minuzioso osservatore di Nicolò Catalano, lo relaziona agli uomini della terza e quarta età e ne scruta i segreti più reconditi, ne ordina le carte, i documenti, gli stili di vita,il pensiero ,la fine ironia critica sulla realtà locale
Catalano, è <u zzu Cola, mastru Cola, gni Cola, e talvolta don Cola >, come lo conoscono i compaesani giulianesi, quasi a indicare la sua popolare crescita nel lavoro e nella reputazione, è l’intellettuale povero, il lavoratore tutto dedito alla famiglia, anche quando da disoccupato gli si chiudono le strade dell’emigrazione tradizionale, che sarà possibile ai suoi figli ma non a lui, volontario in camicia nera per conquistare un pezzo di pane, che invierà alla mamma a Giuliana, ove vive il resto della famiglia.
Un altro tipo di emigrazione forzata e pericolosa ma accettata come da parte di tutti gli emigranti giulianesi, con spirito di sacrificio, di lealtà, di dovere verso il lavoro, la famiglia e la patria.
Oggi Catalano è la persona più anziana di Giuliana, seguito dal primato del sig. Pietro Musso, residente a New York sin dal 1926, più giovane di lui (si fa per dire) di 14 giorni, essendo nato il !° aprile, dopo che il 13 novembre 2008 è morta, all’età di anni 101 e giorni 96,la signora Anna Petralia.
E così Marchese s’imbatte nei centenari della quarta età, nei numerosi cittadini di Giuliana che raggiungono la felice età dei cento anni, senza neppure costare molto, come talvolta si pensa alle strutture sanitarie, alla spesa farmaceutica e smentendo la favola dell’alto costo sociale degli anziani.
Il 4 Maggio 2009 compirà cento anni Concetta Purrazzella e sarà ancora festa per la comunità di Giuliana.
L’autore del saggio è un attento osservatore dei centenari, li scopre negli archivi parrocchiali e del Comune, verifica i dati dell’Istat che fanno di Giuliana il paese con più centenari, collabora presentando e studiando tra le persone di Giuliana i centenari Anna Petralia, le figlie di Santo Ambulo,la figlia di Gaetana Purrazzella e svela i primi dati della ricerca, che conduce l’Università di Palermo, attraverso l’iniziativa sulle cellule immunitarie del gruppo “linfociti b nativi”.
Tale studio ha impegnato un pool di ricercatori, diretti dal prof.Calogero Caruso, ordinario di patologia generale della facoltà di medicina e chirurgia-dell’Università di Palermo.
Alla ricerca ha collaborato, con l’autore, l’ufficiale sanitario dott. Salvatore Marchese e la prof. biologa molecolare Sonia Vasto, nominata (con R. Schifani, R. La Galla, M. Russo,)tra i dieci protagonisti palermitani dell’anno 2008 ed invitata con il suo gruppo di ricerca a Los Angelos,nel giugno del 2008,come unica studiosa,proveniente dall’Europa a presentare dei risultati relativi alla senescenza siciliana e giulianese.
Lo studio sulla immunosenescenza è stato ,quindi,presentato di recente negli Stati uniti e pubblicato sulla rivista britannica “New Scientist.
La lunga vita dei centenari siciliani studiati risiederebbe n elle cellule immunitarie del gruppo “linfociti b nativi”, <che rappresentano per il Prof. Caruso<una delle forme di protezione del nostro organismo nei confronti delle malattie di origine infettiva>.
Il medico dei centenari collabora intanto con l’università e attende i risultati degli altri studi intrapresi dalla prof.ssa Vast0 e continua a scrutare nelle diete, nell’ambiente, nei geni familiari, nei lavori quotidiani, nella resistenza umana alle disavventure come quelle affrontate dal protagonista.-.
Gli amici anziani dei familiari di Catalano che vivono negli USA, dopo aver letto il saggio di Marchese cominciano a pensare di vivere da pensionati nel paese, che ha dato loro i natali, e i primi emigrati sognano il ritorno in Sicilia.
E il comune si appresta a ospitarli, -favorendo la ristrutturazione delle case terremotate, non ancora abitabili e proponendo una rivisitazione del centro storico e delle venti chiese cittadine visitate dal grande viaggiatore francese del Grand Tour Jean Houel.
Il Presidente dell’Opera pia Buttafuoco Tomasini, Prof.Giuseppe Scaturro, segretario diocesano delle confraternite laicali, ha progettato, intanto, la ristrutturazione del Monastero degli Olivetani, in stretto rapporto urbanistico con il castello di Federico, che potrà ospitare in estate circa settanta anziani per un turismo salutare per la terza e quarta età, ed ha presentato il progetto di restauro e conservazione dell’ampio edificio monumentale, per il quale si attende l’intervento dell’Assessorato ai beni Culturali e dell’Assessorato alla famiglia, per i primi urgenti interventi e per l’utilizzo di una parte dell’edificio in un progetto di Casa-Famiglia.
E così anche una riflessione su un centenario vivente, che ha studiato nella prigionia in Africa meridionale, recuperando gli studi elementari, non compiuti a Giuliana, può diventar e uno stimolo per cogliere i segreti dei centenari e per farne un dossier, così che gli abitanti di oggi e gli utilizzatori di domani. Possano vivere meglio e più a lungo.
Abitare a Giuliana può diventare una speranza di vita e non mancano le iniziative agrituristiche nel territorio e nei comuni viciniori, mentre numerose sono già le abitazioni, che si offrono a quanti, alla ricerca di un ambiente salubre, intendano trasferirsi nella residenza degli imperatori Federiciani e degli Aragonesi, alle porte dei siti archeologici di Adranone ed Entella ,già scelti dai Selinuntini e dagli Elimi e prima dai Sicani per la sicurezza,il clima,la salubrità dei luoghi,indenni anche dalla malaria, se ancora oggi i discendenti del terzo millennio hanno una costituzione genetica che rende loro la vita immune da alcune malattie infettive.
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ARTICOLO LE SAGRE DEI COMUNI SICANI
Fattore di sviluppo locale e promozione delle diete dei centenari.
di Ferdinando Russo
A Bisacquino,Giuliana, Chiusa Sclafani, Campofiorito, Prizzi, Palazzo Adriano, le Sagre dei prodotti agricoli si qualificano, certificano le loro peculiarità, contribuiscono alla salute dei cittadini e dei turisti visitatori.
Nel tempo della crisi finanziaria annunciata per i comuni e delle prospettive, apertesi per unificare alcuni servizi per lo sviluppo dell’economia locale e per, e programmare assieme alcuni eventi (studi, ricerche, fiere, DECO,DOP, DOC,) l’Unione della Valle del Sosio, di cui è presidente Francesco Di Giorgio, si propone di innovare le Sagre delle produzioni identitarie, tese a prevenire le malattie alimentari, svolgendo così una significativa prevenzione sanitaria.
L’Unione comprende:
Bisacquino, Chiusa Sclafani, Giuliana, Palazzo Adriano, Prizzi,ricadenti in parte nell’istituendo Parco dei Monti Sicani, e si propone di studiare e anticipare normative e prospettive di azioni intercomunali in materia di “Sagre” legandole ai prodotti agricoli di qualità.
Le occasioni offerte ai visitatori del caratteristico territorio sono infatti multiple ed invitano a preferire i prodotti agricoli, pregiati e in larga parte biologici , con riflessi sui risparmi familiari, sui redditi delle economie aziendali e sulle sane diete.
I paesi dell’Unione sono prevalentemente agricoli e vantano negli abitanti primati di longevità, come descritti nel recente saggio dello storico A.G.Marchese (1) sulla Quarta età e negli scritti sui Centenari di Giuliana (2) ,la cui ricerca ha allargato e generalizzato l’interesse sulle
diete alimentari delle aree mediterranee ed in particolare degli abitanti dei comuni della valle del Sosio.
E così che le “Sagre dei paesi sicani”, che prendono le mosse dalle Sagre del Friuli-Venezia Giulia e da quelle tradizionali della provincia di Palermo, da Gangi della “spiga” , da Polizzi Generosa (la “nocciola”), da Gratteri, nota per la “sagra della vastedda fritta ,“ che la sig,ra Concetta Grisanti inserisce nel saggio “Delizie senza glutine”, dalla edizione della “PescaBivona”,si trasformano e qui, nell’area del Sosio, si indirizzano verso i prodotti enogastronomici del territorio, con riflessi sulla salute.
E le protagoniste diventano: le “ciliegie(3) e le pesche (4) “di Chiusa Sclafani e San Carlo, la “cipolla busacchinara” (5), ed il sedano e l’origano di Bisacquino, le olive “Giarraffe” (6) l’olio e gli asparagi di Giuliana, la “fava”(7) di Campofiorito, le “Tabische “ e i dolci di mandorle e fichi secchi di Chiusa Sclafani e Giuliana.
Sono alimenti protagonisti della dieta del mondo contadino e degli storici e scienziati della quarta età (8) a prendere il sopravvento per ragioni culinarie e sanitarie dei prodotti biologici e dell’ortofrutta a tenere deste e rinnovare le sagre dei prodotti pregiati, anche se apparentemente di “nicchia”.
Le pesche gratis, distribuite in spiaggia, quest’estate, sono l’ultima trovata estiva del neo ministro dell’Agricoltura, che più che per l’attenzione a curare la longevità sembra tesa ad allungare gli anni di lavoro ed ottenere risparmi nel settore della previdenza, offrendo,nel contempo, ai giovani la bontà della frutta fresca, in concorrenza con i prodotti edulcorati dalle sofisticazioni,dai coloranti e dai conservanti, se non dannosi, costosi per le tasche dei giovani e dei loro nonni.
L’iniziativa è, comunque, segnata dalla crisi che attraversa il settore agro-alimentare e dalla difficoltà dei pensionati e delle famiglie di acquistare la frutta dalla distribuzione intermediaria e non direttamente dai produttori ed infine rieduca i giovani ai magnifici prodotti della loro terra.
L’offerta gratuita delle pesche è soprattutto dettata dalla caduta dei prezzi agricoli all’origine, come rileva l’Ismea,(l’Istituto che si occupa dei servizi ai mercati agricoli, ma anche del loro monitoraggio) mentre sono in difficoltà le produzioni ortofrutticole, che in un mese hanno ceduto l’8,6 % del loro valore.
Se un lieve ribasso è stato colto, infatti, per il vino, ( 0,2% )ed una contrazione più marcata si è avuta per l’olio di oliva ,(-3,8%), la crisi dell’ortofrutta è denunciata dalla perdita in un anno del 28,7% delle quotazioni della frutta ed il 21,5% per gli ortaggi (9).
Ed i Comuni interessati della Valle del Sosio vogliono prontamente correre ai ripari,intervenendo sulla qualità, sui mercati, (per i quali offrono ai produttori gli stand ), sui prodotti di nicchia ed in genere sulle produzioni pregiate e si propongono, nel predisporre i nuovi bilanci, iniziative intercomunali per la salvaguardia e la diffusione dei loro prodotti tipici.
Sono confortati in ciò dagli studi e dalle sperimentazioni sull’alimentazione, condotti dalle Università siciliane di Palermo e Catania, dall’ Istituto tecnico per l’Agricoltura di Bisacquino, dal Cesifop (Centro Siciliano di Formazione Professionale, sedi di Palermo e Bisacquino), che ha organizzato e condotto corsi sull’alimentazione, sulle erbe medicinali, sulla cipolla ed il sedano, 10), finalizzati anche a fornire ai locali agriturismi, ai ristoranti, alle tavole calde, suggerimenti validi per caratterizzare l’ospitalità culinaria, fondata sulla identità del territorio e sulla qualità degli alimenti e delle diete dei centenari ed oggetto anche della ricerca internaziomale.
Da qui la comune consapevolezza tra i sindaci, G. Campisi di Giuliana, F. Contorno di Bisacquino, G.Sagona di Campofiorito, F.Di Giorgio di Chiusa Sclafani, di mettere assieme le esperienze consolidate e non più isolate e folcloristiche, che spesso hanno caratterizzato nel recente passato le sagre di questi anni, piu’ dettate dalla ricreazione che dalla ricerca e dalla promozione delle produzioni locali.
Le nuove opportunità, (vedi i mercati dei contadini della Coltivatori Diretti), la necessità di intervenire a sostegno delle risorse locali, inducono ora sempre più le Amministrazioni a proporsi opportunamente di programmare “assieme “le iniziative di studio, ricerca e quelle fieristiche, connesse ai prodotti locali, a difenderne le originalità e le caratteristiche organolettiche, a farne conoscere i benefici effetti sulla salute.
Il successo della “sagra delle ciliegie”, ottenuto dal Comune di Chiusa Sclafani di cui è sindaco
Francesco Di Giorgio, si misura infatti con l’incremento delle produzioni ed il richiamo turistico realizzato con la manifestazione annuale, che connota una cittadina che ha numerose risorse Artistiche e monumentali da presentare per una completa conoscenza storico-culturale-economica delle Città dell’interno dell’Isola, con la riscoperta e valorizzazione di risorse, trascurate nei tempi dell’abbondanza, unite ad opere e monasteri straordinari ora restaurati, come ,”La Badia”, che ha ospitato il concerto antologico della banda di Chiusa Sclafani, che include nel suo repertorio le nuove opere del maestro Rosario Colletti.()
E ciò avviene e deve sempre più realizzarsi attraverso la partecipazione e la sponsorizzazione delle nuove imprese dei giovani agricoltori, fruitori degli incentivi esistenti, degli agriturimi, dei ristoranti, nati per ospitare i visitatori del comuni del comprensorio, ricco di riserve naturalistiche, di aree archeologiche, di colture e di secolari abitudini alimentari .
La stagione prossima delle manifestazioni agro-turistiche si conferma così promettente e si consolida nelle previsioni del programma del 2012 dell’Unione dei Comuni del Sosio.ed il suo successo si potrà estendere alle comunità viciniore, specie a quelle dell’istituendo Parco dei Monti Sicani.
Il vicino comune di Campofiorito, in questa convergenza di obiettivi, ha organizzato la sua Sagra della “Fava” alla quale è arriso un successo straordinario, mentre si appresta a riorganizzare la ena di S.Giuseppe con il pane casereccio di farina bianca e le frittate delle erbe boschive, abbondanti e ricercate allo stato naturale nei boschi, (dagli asparagi, ai garufi, alle fave).
La Sagra ha tra l’altro creato una partecipazione dei produttori attraverso l’associazione degli “amici della Fava,” che cooperano a predisporre l’organizzazione, la preparazione dei diversi usi alimentare del prodotto secco e/o conservato, fatti conoscere ad un pubblico richiamato da una campagna bene articolata sulle caratteristiche organolettiche del prodotto nel territorio di Campofiorito e dei comuni circostanti di Contessa Entellina e Giuliana.
Ed il corso principale del paese, si è trasformato, per una giornata, in una fiera alimentare della “Fava”, l’alimento su cui per millenni la popolazione si è nutrita sanamente, differenziandone la preparazione ,la cottura, la conservazione,con gli oli e le erbe aromatiche del circondario .
A San Carlo, frazione di Chiusa Sclafani, si è sperimenta, quasi in contemporanea,
la “Sagra delle Pesche”,sulla scia della “Sagra PescaBivona”,e risultato delle piantagioni importate da Bivona, Cianciana, Ribera, Sciacca e coltivate biologicamente in un territorio straordinario per detta frutta.
E le Pesche hanno portato a San Carlo le macchine storiche in un Rally,storicizzato dal sindaco F.Di Giorgio e sempre più partecipato ed apprezzato dagli sportivi, che corrono ad ammirare e gustare le pesche dalle numerose proprietà nutritive per la ricchezza di sali minerali,(potassio),di vitamine A,(beta carotene) che rafforzano denti ed ossa e potenziano le difese immunitarie),B1,B2,PP,C (acido ascorbico, che inibisce l’ossidazione dei radicali liberi responsabili dello sviluppo iniziale delle malattie del cuore e dei tumori, mentre favorisce l’assorbimento del ferro).
Nella Bisacquino dei “decani santi” e dalle numerose confraternite laicali, e dei tecnici d’avanguardia, (dai coltelli agli orologi, che fanno mostra nel Museo contadino), la “Ottava sagra della “Cipolla Busacchinara”, è stata presentata in Piazza, in una programmata continuità ,con le precedenti amministrazioni e con la significativa volontà di illustrare al pubblico studi e ricerche sul territorio come avvenuto con il del saggio di M.Liberto e M.Candore, per la “Riserva di Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco (11).
Le cipolle locali, sul mercato di Milano si confrontano con quelle cinesi e pur eredi di una plurimillenaria tradizione colturale, dalla quale arrivarono i primi semi nell’Isola ed ora sono superate per la dolcezza, il profumo, il peso dalla “Busacchinara”, di cui produttori locali ed espositori, specie se premiati (Azienda Romano) ne sono orgogliosi.
Il prodotto, entra nell’uso sempre più diffuso nella cucina mediterranea e a Bisacquino sono state Presentate le ricerche e le sperimentazioni, condotte sotto la guida del professore Salvatore Raimondi, docente di Pedologia applicata presso l’Università di Palermo, (che ha approfondito gli studi sui sulle caratteristiche dei suoli dei territori del comprensorio ed ha riportato al riguardo le ricerche effettuate dal prof Incalcaterra).
Il prof.Francesco Raimondo, direttore dell’orto botanico di Palermo, ha svolto un escursus storico sulla cipolla e sui risultati produttivi raggiunti nell’agro bisacquinese, ricevendo il plauso del pubblico e del coordinatore della assemblea-seminario all’aperto, svoltasi per l’occasione, dal dr.Domenico Musacchia, direttore generale del settore verde e territorio del comune di Palermo.
Ed un plauso ha ricevuto un documentario fornito dal prof. Incalcaterra sulle ampie documentazioni delle ricerche effettuale nel territorio comunale e vicinale.
Il sindaco Filippo Contorno ha portato così nella Piazza principale del centro storico, in maniera culturalmente educativa ed innovativa, le aziende agricole produttrici della cipolla, quelle artigianali del territorio, ad esporre e vendere i loro prodotti, ed a far conoscere,con degustazioni guidate dei piatti gastronomici della tradizione bisacquinese sui molteplici usi della cipolla busacchinara rossa e dolce come poche cipolle.
Le cucine locali, la utilizzano nel pane, nelle pizze, nei salumi, nei dolci, alle marmellate,ai gelati promuovendone ora la conoscenza anche tramite le correnti degli emigrati in Germania,Svizzera e Francia, raggiungendo i Paesi della comunità europea ,che ne potranno confrontare la qualità e la eccezionale dolcezza, farne un uso più diffuso e non solo nelle minestre, ma nelle più saporite insalate e pietanze di origine mediterranea.
E con la premiazione alle cipolle più grosse, delizia dei frigoriferi delle massaie e delle cucine dei ristoratori, l’amministrazione comunale, utilizzando e sviluppando le ricerche ,avviate da alcuni anni, effettuate ed in corso, sulla “cipolla busacchinara”, dall’università, dall’I.I.S.S “Don Calogero di Vincenti” e dal Centro Siciliano per la Formazione Professionale (CESIFOP) della sede di Bisacquino, ha voluto far conoscere ai coltivatori ed alle aziende presenti i programmi suggeriti per incrementare la produzione anche nei piccoli orti della tradizione contadina ed artigiana, ed i risultati ottenuti, senza nascondere i benefici sulla salute e sulla economia paesana.
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Per la valorizzazione, la conservazione, la promozione della “cipolla busacchinara“ sono stati,per l’occasione, presentati studi e progetti da parte del Dr.Massimo Schirò,(progetto sulla misura 214 P:S:R: Sicilia 2007/2013 sulle biodiversità della cipolla e del sedano,e sulla banca del seme), dalla Dr.ssa Francesca Di Giovanni, da Mario Liberto, dirigente responsabile UO 22 per la gestione ed il funzionamento dei Gal, dal dr.Guido Falgares, presidente nazionale dell’Union Europeenne Des Gourmets, dal Antonino Di Cara, direttore del giornale “Made in Sicily”,tendono ora ad evidenziare i benefici effetti sulla salute.
Presenti alla manifestazione scientifico-culturale di natura partecipativa, numerosi medici e diabetologi, le conclusioni del Seminario, le ha tratte il sindaco promotore Filippo Contorno, che con Francesco di Giorgio , con Giuseppe Campisi, e Giuseppe Sagona, intende sviluppare iniziative intercomunali nella Valle del Sosio per la valorizzazione dei prodotti agricoli, ed il collegamento sempre più operativo delle aziende agricole con i mercati dei contadini, numerosi docenti dell’Istituto agrario di Bisacquno, che dispone ora di campi sperimentali sulla cipolla.
Il dr.Contorno ha sottolineato da medico, le osservazioni proposte dal prof Raimondo sulle sulle proprietà alimentari e su quelle anticancerogene (che la rendono oggetto di studi attuali) ed il valore terapeutico abbassa la glicemia, come la pressione arteriosa, studi che generano l’utilizzazione della cipolla busacchinara nell’industria dei prodotti alimentari.
Notati, tra gli altri, ad ascoltare i relatori dell’interessante Seminario, il presidente Regionale del CESIFOP, Dr.Agr.Prof.Filippo Russo, il direttore della sede del Centro di formazione di Bisacquino, prof.Filippo Marsolo, i dirigenti del Club di Corleone del Rotary International.del distretto 2110, Sicilia-Malta, il v.sindaco Salvatore Ragusa, l’assessore al turismo ed alla cultura Fischietti e l’assessore all’agricoltura Saverio Pizzitola, gli ingegneri informatici Luigi Pillitteri e Francesco Scaturro, ideatori ed operatori con il regista prof. Salvatore Spata dei documentari prodotti dagli allievi dei corsi del Cesifop (11) sulle iniziative condotte nei corsi per la gestione delle riserve naturali, per la rappresentazione del paesaggio e delle caratteristiche agricole Turistiche del Territorio, per le iniziative conservative delle piante medicinali ed aromatiche.
Sui nuovi rapporti di collaborazione tra Scuola Secondaria, Formazione Professionale,Università e Ricerca scientifica nei comprensori omogenei ed economici territoriali si è soffermato, nel suo saluto ai partecipanti al Seminario, l’on.Ferdinando Russo, ritenendo positivo un Piano organico sulle Sagre del territorio del Sosio, per la valorizzazione delle risorse agricole “identitarie” da valorizzate per l’economia locale, e l’occupazione giovanile nella commercializzazione anche delle produzioni di nicchia, per le quali non dovrà mancare l’apporto della ricerca scientifica incoraggiata dalle amministrazioni locali.
In questa direzione si indirizza l’amministrazione comunale di Giuliana,
interessata alla gestione intercomunale del Parco Suburbano di Sant’Anna, recentemente intitolato all’assessore dell’agricoltura G.Altamore, che ha sviluppato nel comune la produzione olivicola,
la sua apertura alle scolaresche dei comuni del circondario, e le prime iniziative condotte sull’oliva Giarraffa e l’olio locale. Al riguardo, ha deliberato,su proposta del v.sindaco dr.Provinzano, di Musso e Fazio, il DECO per i prodotti oleari e l’amministrazione si appresta ad organizzare la “Sagra dell’oliva Giarraffa e dell’olio” , nel Castello di Federico II, e la locale Pro Loco e la associazione “La Torre” nei futuri programmi non mancheranno di offrire nelle sale di Federico II e di Eleonora d’Aragona prelibati assaggi delle dei prodotti delle sagre di cui si fa riferimento da parte dei comuni del Sosio.
Gli alimentaristi potranno ora di arricchire la prima edizione degli studi condotti da A.G.Marchese (14), sulla quarta età, utilizzando e sviluppando le ricerche nazionali ed internazionali sui citati prodotti del territorio della valle del Sosio, la cipolla busacchinara, ,le pesche, il sedano, gli asparagi, i garufi, le olive Giarraffe, l’olio dei monti sicani, la “Fava” di Campofiorito, ( come contorno della trippa di Pecore e di vitelli della zona), i prodotti vinicoli di Contessa Entellina, i funghi di Filaga e Prizzi.
E l’attenzione su tale prospettiva ha interessato recentemente la rubrica dei sapori del settimanale “Famiglia Cristiana che ha ospitato un interessante articolo del prof. Giorgio Calabrese (12) G.Calabrese in Famiglia Cristiana. (12)
Gli alimenti che hanno assicurato la longevità dei centenari di Bisacquino,Chiusa Sclafani,Prizzi, Giuliana, Sambuca di Sicilia, Campofiorito, Chiusa Sclafani, attraverso le nuove sagre e gli studi diventano oggetto di interesse internazionale, del turismo agroalimentare ,ma anche di quello geriatrico e sanitario.
Lo segnaliamo pertanto non solo all’assessore al Turismo, al Territorio,ai Beni culturali e ambientali, all’Agricoltura ed al Lavoro ma anche all’Assessore regionale alla sanità, come contributo offerto alla crisi e motivo di inserimento dei comuni in questione tra i comuni di interesse agro-turistico e turistico.
Ferdinando Russo
onnandorusso@libero.it
1) A.G.Marchese, (ed) La Quarta Età tra Umanesimo letterario e Biomedicina, Indagine sulla longevità nei Monti Sicani, con prefazione di Giuseppe Napoli, presidente del Rotary International ,distretto 2110 Sciacca.
2) F.Russo, Nel paese dei centenari,un medico, in www.google.it,www.vivienna.it,
e in www.maik07.wordpress.com
3)La sagra delle Ciliegie di Chiusa Sclafani, la più antica Sagra In www.comune.chiusasclafani.pa.it
4) La Sagra delle Pesche di Chiusa Sclafani-San Carlo,sulla scia della ormai consolidata sagra delle Ciliegie (c.s.)
5) La Sagra della Cipolla Busacchinara, alla sua Ottava edizione con il coinvolgimento dell’Università di Palermo e dell’Istituto Agrario don Calogero Di Vincenti e del CESIFOP
in www.comune.bisacquino.pa.it
6)La Sagra delle Olive Giarraffa alla cena dei Centenari di Giuliana al Castello di Federico II e
di Eleonora d ’Aragona e al Presepe vivente di S.Antonino (Giuliana),per gli ospiti che vengono
da lontano, in www.comune.giuliana.pa.it, rubrica celebrità.-centenari
7) La Sagra della “Fava” in “Il Giornale di Sicilia” 6 agosto 2011
E in www.comune.campofiorito.pa.it
8) F.Russo ,Il parco sub urbano dei centenari di Giuliana è stato dedicato all’assessore all’agricoltura, Giuseppe Altamore,in del 28 luglio 2011,in www.google.it,
alla voce Ferdinando Russo ed il Parco suburbano di Giuliana oppure in www.Orizzontisicani.it
alla voce Giuliana
9) A.Zaghi, in Pianeta verde, Gli agricoltori? Sono alla frutta in Avvenire del 13 Agosto 2011 pag.26
10)L’Unione dei comuni del Sosio, presidente Francesco di Giorgio, si Riappropria della attività di promozione agricola e lancia Le nuove Sagre Dei comuni dei centenari www.unionevalledelsosio.it
11) Il sito del Cesifop ,www.cesifop.it ,vedi rubrica multimediale
12) G.Calabrese Quei centenari dei Monti Sicani, in “cibo e salute”,Famiglia Cristiana ,2011
in Famiglia Cristiana-Maggio-Giugno
13)M.Liberto, M.Candore, Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco ,Istituto Poligrafico Europeo,Roccapalumba, 2010
14) F.Russo, Medici, scienziati, letterati ….studiano i centenari nei paesi sicani
In www.orizzontisicani.it alla voce Giuliana