Comune di Giuliana


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Centenari

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Giuliana, a pochi chilometri dai siti archeologici di Entella e di Adranone, che ha ospitato Federico II, Federico III, Eleonora D’Aragona, con il suo castello restaurato di epoca federiciana e il Monastero adiacente degli Olivetani e vicina a S. Maria del Bosco, vanta un primato invidiato e non del tutto noto, quello del numero dei centenari.
<Questo Comune>, scrive lo storico Dott.Giuseppe Marchese, <detiene il primato nazionale, tra i comuni d’Italia, per percentuale di longevi, “over 85” sulla popolazione residente, seguito dai comuni (confinanti) di Bisacquino e di Sambuca di Sicilia, ricadenti nell’area occidentale dei monti Sicani, alle falde del monte Genuardo
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Letture per approfondimenti

1) A.G.Marchese, Poeta & Contadino, Sebastiano Altamore di Giuliana, con prefazione di Aldo Gerbino, Edizioni Plumelia, Bagheria(Palermo) 2010 fuori commercio distribuita dalla famiglia Altamore/D’Aiuto)

2) A.G.Marchese, in
L’ulivo saraceno. Civiltà letteraria siciliana, Ila-palma,Palermo 1999

3) A.G.Marchese,
Una vita da eroe: Nicolò Catalano da Giuliana e il suo secolo,1909-2009 ed.Plumelia, Bagheria-Palermo 2009

4) F. Russo, Claudio Chiaramente in
“Ti cuntu e ti raccuntu”.

5) O. Campanella, Il Seminatore, raccolta di poesie in fase di stampa ,Palermo 2010

6) F.Russo, Franco Vitali,
un poeta di Marineo ….in CNTN,Anno III,N.19,Gennaio 2003

7) A.G.Marchese,(a cura di) “
I’isola ricercata, inchieste sui centri minori della Sicilia secoli XVI-XVIII”,Atti del Convegno di studi (Campofiorito,12-13 aprile 2003-Provincia Regionale di Palermo

8) F.Russo
paese dei centenari un medico

9) A.G.Marchese . I conti civici di Giuliana (1784-1810) –Ila Palma Mazzone

10) F.Russo in Peppe Russo di Giuliana .Un servizio ai contadini di Sicilia in CNTN Anno VII N.40 Giugno 2007

11) A, G. Marchese,
Una vita da eroe - Nicolò Catalano e il suo secolo (1909-2009-)Edizione fuori commercio-distribuita dai familiari.Plumelia-Palermo-2009

12) M.Cristina Castellucci. Per scoprire Giuliana e il suo Castello in la Repubblica Palermo del 3-04-2009 pag.XIV



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A Giuliana i centenari sono anche poeti e lo storico Marchese li intervista
di Ferdinando Russo
Il primo centenario di Giuliana, il paese di Federico II e di Eleonora d’Aragona, è stato nel 2010 Sebastiano Altamore(1910-2010),”Poeta &Contadino”come titola il suo recente saggio il letterato medico A.G.Marchese, che aggiunge alla sua fama di storico quella di studioso dei centenari, che abbondano nelle terre sicane. Ne le interviste, come fa il poeta a Marineo, ne scrive le storie e consegna, in preziosi volumi, con appendici documentari, quasi poemi immagini , alle Biblioteche comunali ed ai familiari, perché per altri secoli ed insegnino dove e come Vivere, forse scrivendo poesie.

Altra figura di centenario poeta di Giuliana, coevo di Altamore, studiata da Marchese è stata quella del poeta Giuliano D’Aiuto ,(in Colapesce.Almanacco di scrittura mediterranea riedito ne L’ulivo saraceno e
quella di Sebastiano Altamore sembra rientrare, per Gerbino, nella “poesia di natura,esternata arcaicamente…ora con l’attenzione ai problemi civili (dall’amministrazione della sua Giuliana alle vicende, spesso drammatiche e mortificanti di un’Italia sempre più politicamente compromessa), ora agli accadimenti personali, alle dinamiche affettive, che legano con forti vincoli i componenti di una famiglia.”

In quelle rime baciate di Altamore, continua il poeta Gerbino,”ecco denunciare la gioia di una nascita, il tratto luminoso di un matrimonio, l’angoscia di un lutto, d’una assenza, che spesso pesa, come un macigno sull’anima, di uno scoramento,o ancora, tra detti proverbiali intrisi di infantile e popolare arguzia,affiora il gioco,l’umorismo schietto,serpeggiante come umoroso balsamo,tra dediche (a fratelli, sorelle, figli, amici) e canti spontanei.

“Io non sono un gran poeta/ nemmeno un gran compositore/ sono un semplice canzoniere/della gente che non si offende./ Le canzoni le studio a mente,/poi le canto perché non ci impiego niente/ Né carta, né penna né inchiostro/ No so se è ignoranza o intelligenza”.

E la cultura contadina di detti, proverbi, storie fantasiose, motti morali, la fa da padrone in Altamore, senza con cio’ disattendere il presente, anche se amaro: Nella poesia “I grandi disordini italiani” scrive: “Cu eni a lu putiri si arrobba i miliardi/ e pi recuperari si munginu i pecuri strippi “(le pecore che non possono produrre latte).

Un filo sottile, che supera le lontananze, che collega, per il Nostro, Altamore con Tommaso Bordonaro, l’emigrante di Bolognetta autore de “La partenza” (1991) e Vincenzo Rabito ,il contadino semianalfabeta di Chiaramonte Gulfi autore di “Terra matta”(2007).

La poesia, se sa superare il dolore, se sa sorridere, piangere e gioire, se sa sperare, se sa inseguire le leggi naturali della famiglia è un vero balsamo di lunga vita.
Ci tornano alla mente gli scritti di un altro centenario, studiato da Marchese sempre a Giuliana, Nicolò Catalano, presente nei motori di ricerca di internet.(cfr.Ferdinando Russo e Antonio Giuseppe Marchese in www.google.it).
E le poesie di cui è orgogliosa la città di Castelvetrano di Claudio Chiaramonte :”Ti cuntu e ti raccuntu”..
Ed ancora le poesie tenute “segregate”per tanti anni da Orsola Campanella, ora nel volume, “Il Seminatore”.
Mentre Franco Vitali, il tecnico della Sip, laureatosi da lavoratore e divenuto da pensionato docente di lettere e cultore universitario, continua a intervistare per trovare ispirazione alla sua i concittadini centenari e gli di ritorno di la città che alla Poesia ed alla letteratura dedica un prestigioso Premio Internazionale di poesia annuale.

Aldo Gerbino, poeta e medico, autore di “Plumelia”,li classifica, nella prefazione del volume di Marchese al nostro esame, tra i poeti di “struttura”, avvinti dal piacere sottile di far poesia, che vivono onestamente, fino in fondo, la loro “iterazione “ creativa, il loro chiodo fisso, il loro –disagio, immersi nel flusso delle loro esistenze,tollerando con la grazia di un airone, gli irritanti confronti con i poeti di “cultura” o l’impatto maltusiano con quelli di “natura”.
Marchese non insegue i poeti, ma gli uomini e le donne dalla lunga vita, nell’intreccio della loro vita familiare e sociale, come fa Pietro Mazzamuto ne “Il diavolo e l’olio santo”, all’interno della comunità di appartenenza,Centurieed il Nostro per Giuliana lo fa medico, da studioso, da letterato, suggestionato e collaboratore degli studi che l’Università di Palermo compie sui centenari di alcuni comuni dell’entroterra sicano.
Nel nel contempo, il Nostro indaga sulla storia, di Giuliana, e non solo ‘900.
E’ interessato, infatti, allo studio, alla revisione, ricostruzione della storia delle civiltà municipalidella Sicilia ,(e’ sua la cura del recente volume L’Isola ricercata”,inchiesta sui centri minori della Sicilia secoli XVI-XVIII (7).
Il Nostro si fa, in questi saggi , attento osservatore della vita di uomini “non illustri” ,di persone dalla “normalità anonima”, ”proprio di quei giulianesi, che ogni mattina aritmicamente, si recavano nei campi a dorso dei muli, per ritornare a tarda sera al focolare domestico, i quali trovavano momenti di aggregazione sociale nella festa patronalee nella fiera-mercato del bestiame, vivendo una vita epico-sacrale sicuramente faticosa, ma non per questo nevrotica; (l’origine dei centenenari ed il loro segreto?), una identità smarritanei giulianesi di oggi, giovani e meno giovani, che sono soliti tutti i giorni circolare vorticosamente in macchina tra la piazza e il nuovo quartiere Pompei, in obbedienza alla società dei consumi ,che ha “normalizzato le persone in uomini qualunque,”senza qualità”,come certi personaggi di Musil, o come gli uomini anonimi e scuri della Londra di Thomas Eliot, che al mattino attraversavano il Bridge (Gli uomini vuoti,1925).
E lo storico tenta di ribaltare l’apatia dei molti, rivolgendosi ai giovani, proprio ai nipoti del centenario, a Sebastian (Sebastiano D’Aiuto), che apre una pizzeria, a Simone (Simone Grimaldi),
il pasticciere “mago “del laboratorio “Dolci Tentazioni”,che diventa nel centro storico di Giuliana
riferimento per gusti prelibati e ricerche di ricette tradizionali.
Ed è come se dalla riflessione sui centenari nascesse una prospettiva di lavoro autonomo, creativo, legato alle potenzialità di un comune, che ha una storia da conservare
e servizi e nuove imprese da progettare per il richiamo turistico, offerto dal di Federico II , dalle chiese, dal paesaggio, dall’ambiente salubre, dalle tradizioni, dalla cucina, dai prodotti naturali della terra, dall’antica ospitalità greca.
Marchese intitola così il primo capitolo del suo saggio “Della bella vecchiaia e della saggezza.”
Ed è un inno alla terza età, a quella fase della vita che altri studiosi e scrittori dell’Isola (Nicola Rosario Lombardo, Benito Bonsignore, e altrove Piero Ottone e Andrea Leonetti hanno voluto onorare della loro pubblicistica e dell’azione socio-culturale generosa e meritevole di attenzione e plauso.

I centenari, con il loro umorismo, con la loro disponibilità al lavoro, con la loro saggezza, con la loro fede, con la loro vitalità, sfidano i record della terza età e sembrano farsi non banchieri di piccoli prestiti, con i loro risparmi per i giovani senza lavoro, ma maestri di risorse morali,di insegnamenti dei valori della legalità, del lavoro, della famiglia, di una umanità più fraterna e operosa .

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NEL PAESE DEI CENTENARI, A GIULIANA ,UN MEDICO LETTERATO NE STUDIA LA VITA
di Ferdinando Russo
Antonino Giuseppe Marchese, il medico scrittore di storie e di uomini illustri del Corleonese e uno dei maggiori studiosi delle civiltà municipali della Sicilia contemporanea, di cui ci siamo occupati anche recentemente,nella presentazione del volume sui Conti Civici del Comune di Giuliana dell’Ottocento, e prima con “Peppe Russo”,l’eterno rivoluzionario, torna puntualmente a sorprenderci con un saggio dal titolo : “Una vita da eroe”,nel paese dei centenari.

Giuliana, il paese a pochi chilometri dai siti archeologici di Entella e di Adranone, che ha ospitato Federico II, Federico III, Eleonora D’Aragona, con il suo castello restaurato di epoca federiciana e il Monastero adiacente degli Olivetani e vicina a S. Maria del Bosco, vanta un primato invidiato e non del tutto noto, quello del numero dei centenari.
<Questo Comune>, scrive Marchese, <detiene il primato nazionale, tra i comuni d’Italia, per percentuale di longevi, “over 85”sulla popolazione residente, seguito dai comuni (confinanti) di Bisacquino e di Sambuca di Sicilia, ricadenti nell’area occidentale dei monti Sicani, alle falde del monte Genuardo (m.1180), il “-Paradiso della terra “ (gen-nart al-ard) degli Arabi.>.
Il “Triangolo del Triona”,(che comprende i comuni di Giuliana, Chiusa Sclafani, Bisacquino),come lo ha chiamato l’autore, è diventato così meta di studiosi dell’Università e di naturalisti che affollano le sale del Castello e visitano il territorio sottostante alla scoperta dei segreti storici, geologici, ambientali e genetici,anche per vivere cento e piu’ anni.
Gli ultimi a tenere la loro Assemblea associativa ordinaria nelle sale del castello sono stati i soci della Syqillyàh di Catania, che accolti dal vice sindaco ,dr.Giuseppe Provinzano,dal presidente del Consiglio,F.Scarpinato,dagli assessori A.Campisi, G.Fazio, P.Musso e dall’organizzatore di eventi ,P.Altamore,hanno popolato le strade del centro storico del paese, provenienti dall’intera Sicilia ed hanno svolto il loro congresso, in larga parte nelle assolate terrazze, che si proiettano nella valle del Sosio .
E nel castello, che si offre alla riflessione e ai dibattiti sull’ambiente, sulla natura incontaminata, sui temi dell’economia del sud, della legalità e della globalizzazione sono risuonati i temi dell’attualita’ culturale e sociale, presentati da A. Cavadi, M.Pallante,T.Perna, P.Paletti, M.Angelini, S.Scuto, Luzzi e altri relatori.
Il nuovo saggio dello storico Marchese, tra microstoria e macrostoria, prende le mosse dal centenario di Nicolò Catalano, nato a Giuliana il 17-03-1909 e la cui vita ripercorre le avventurose tappe del Novecento italiano. Quella di Nicolò Catalano è <Una vita condotta con coerenza morale e lealtà di cittadino>, scrive l’autore nella premessa, <che ha visto il susseguirsi in Italia di tre modelli politici, quello liberale, quello fascista e quello democratico - repubblicano,credendo ciecamente nelle utopie e nei messianismi ,propagandati dal Duce>.
Eppure il nostro eroe umile del sud, nato a Giuliana e vissuto per larga parte della gioventù lungo i deserti africani inseguendo le avventure colonialiste di Mussolini, che fanno da cornice alle peripezie militari del protagonista tra le due guerre, alla ricerca disperata di un lavoro, <è una persona buona e cortese, di una cortesia sofisticata, che tradisce le sue origini contadine>.

La storia degli umili trova un altro cantore in A.G.Marchese, che allarga l’orizzonte dei suoi interlocutori,che costruiscono la storia di Giuliana e di cui Marchese recupera valori e disvalori,con scrupolosa fedeltà alla verità-.
Questa volta il medico letterato si fa attento e minuzioso osservatore di Nicolò Catalano, lo relaziona agli uomini della terza e quarta età e ne scruta i segreti più reconditi, ne ordina le carte, i documenti, gli stili di vita,il pensiero ,la fine ironia critica sulla realtà locale
Catalano, è <u zzu Cola, mastru Cola, gni Cola, e talvolta don Cola >, come lo conoscono i compaesani giulianesi, quasi a indicare la sua popolare crescita nel lavoro e nella reputazione, è l’intellettuale povero, il lavoratore tutto dedito alla famiglia, anche quando da disoccupato gli si chiudono le strade dell’emigrazione tradizionale, che sarà possibile ai suoi figli ma non a lui, volontario in camicia nera per conquistare un pezzo di pane, che invierà alla mamma a Giuliana, ove vive il resto della famiglia.
Un altro tipo di emigrazione forzata e pericolosa ma accettata come da parte di tutti gli emigranti giulianesi, con spirito di sacrificio, di lealtà, di dovere verso il lavoro, la famiglia e la patria.
Oggi Catalano è la persona più anziana di Giuliana, seguito dal primato del sig. Pietro Musso, residente a New York sin dal 1926, più giovane di lui (si fa per dire) di 14 giorni, essendo nato il !° aprile, dopo che il 13 novembre 2008 è morta, all’età di anni 101 e giorni 96,la signora Anna Petralia.
E così Marchese s’imbatte nei centenari della quarta età, nei numerosi cittadini di Giuliana che raggiungono la felice età dei cento anni, senza neppure costare molto, come talvolta si pensa alle strutture sanitarie, alla spesa farmaceutica e smentendo la favola dell’alto costo sociale degli anziani.
Il 4 Maggio 2009 compirà cento anni Concetta Purrazzella e sarà ancora festa per la comunità di Giuliana.

L’autore del saggio è un attento osservatore dei centenari, li scopre negli archivi parrocchiali e del Comune, verifica i dati dell’Istat che fanno di Giuliana il paese con più centenari, collabora presentando e studiando tra le persone di Giuliana i centenari Anna Petralia, le figlie di Santo Ambulo,la figlia di Gaetana Purrazzella e svela i primi dati della ricerca, che conduce l’Università di Palermo, attraverso l’iniziativa sulle cellule immunitarie del gruppo “linfociti b nativi”.
Tale studio ha impegnato un pool di ricercatori, diretti dal prof.Calogero Caruso, ordinario di patologia generale della facoltà di medicina e chirurgia-dell’Università di Palermo.
Alla ricerca ha collaborato, con l’autore, l’ufficiale sanitario dott. Salvatore Marchese e la prof. biologa molecolare Sonia Vasto, nominata (con R. Schifani, R. La Galla, M. Russo,)tra i dieci protagonisti palermitani dell’anno 2008 ed invitata con il suo gruppo di ricerca a Los Angelos,nel giugno del 2008,come unica studiosa,proveniente dall’Europa a presentare dei risultati relativi alla senescenza siciliana e giulianese.
Lo studio sulla immunosenescenza è stato ,quindi,presentato di recente negli Stati uniti e pubblicato sulla rivista britannica “New Scientist.
La lunga vita dei centenari siciliani studiati risiederebbe n elle cellule immunitarie del gruppo “linfociti b nativi”, <che rappresentano per il Prof. Caruso<una delle forme di protezione del nostro organismo nei confronti delle malattie di origine infettiva>.
Il medico dei centenari collabora intanto con l’università e attende i risultati degli altri studi intrapresi dalla prof.ssa Vast0 e continua a scrutare nelle diete, nell’ambiente, nei geni familiari, nei lavori quotidiani, nella resistenza umana alle disavventure come quelle affrontate dal protagonista.-.
Gli amici anziani dei familiari di Catalano che vivono negli USA, dopo aver letto il saggio di Marchese cominciano a pensare di vivere da pensionati nel paese, che ha dato loro i natali, e i primi emigrati sognano il ritorno in Sicilia.
E il comune si appresta a ospitarli, -favorendo la ristrutturazione delle case terremotate, non ancora abitabili e proponendo una rivisitazione del centro storico e delle venti chiese cittadine visitate dal grande viaggiatore francese del Grand Tour Jean Houel.

Il Presidente dell’Opera pia Buttafuoco Tomasini, Prof.Giuseppe Scaturro, segretario diocesano delle confraternite laicali, ha progettato, intanto, la ristrutturazione del Monastero degli Olivetani, in stretto rapporto urbanistico con il castello di Federico, che potrà ospitare in estate circa settanta anziani per un turismo salutare per la terza e quarta età, ed ha presentato il progetto di restauro e conservazione dell’ampio edificio monumentale, per il quale si attende l’intervento dell’Assessorato ai beni Culturali e dell’Assessorato alla famiglia, per i primi urgenti interventi e per l’utilizzo di una parte dell’edificio in un progetto di Casa-Famiglia.

E così anche una riflessione su un centenario vivente, che ha studiato nella prigionia in Africa meridionale, recuperando gli studi elementari, non compiuti a Giuliana, può diventar e uno stimolo per cogliere i segreti dei centenari e per farne un dossier, così che gli abitanti di oggi e gli utilizzatori di domani. Possano vivere meglio e più a lungo.
Abitare a Giuliana può diventare una speranza di vita e non mancano le iniziative agrituristiche nel territorio e nei comuni viciniori, mentre numerose sono già le abitazioni, che si offrono a quanti, alla ricerca di un ambiente salubre, intendano trasferirsi nella residenza degli imperatori Federiciani e degli Aragonesi, alle porte dei siti archeologici di Adranone ed Entella ,già scelti dai Selinuntini e dagli Elimi e prima dai Sicani per la sicurezza,il clima,la salubrità dei luoghi,indenni anche dalla malaria, se ancora oggi i discendenti del terzo millennio hanno una costituzione genetica che rende loro la vita immune da alcune malattie infettive.

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