Menu principale:
Eventi
Comune di Giuliana
Provincia di Palermo
CELEBRAZIONI FERRARIANE 2009-2010
Manierismo siciliano, Antonino Ferraro da Giuliana
e l'età di Filippo II di Spagna
Si parla delle Celebrazioni Ferrariane sul web
Articolo sul Portale Vivienna sulle celebrazioni Ferrariane a cura dell' on. Ferdinando Russo
www.cittanuove-corleone.it
www.maik07.wordpress.com
Castelvetrano: stucchi nella chiesa di San Domenico
Caltabellotta: opere di Antonino Ferraro
www.google.it alla voce Celebrazioni IV centenario Antonino Ferraro
Antonino Ferraro
Stuccatore, nato nel 1523 e morto forse a Castelvetrano nel 1609. È il capostipite di una celebre famiglia di artisti artigiani che introdusse in Sicilia la grande decorazione plastico-pittorica di matrice manieristica, anticipando anche gli apparati barocchi del grande Giacomo Serpotta.
La sua attività si svolse prevalentemente nella Sicilia occidentale, e a partire dal 1574, a Castelvetrano, sua seconda patria, ove venne chiamato dal principe Carlo d'Aragona e Tagliavia, presidente del Regno di Sicilia, per decorare la cappella - mausoleo nella chìesa di S. Domenico. La formazione artistica di Antonino Ferraro avvenne a Palermo. nella cerchia dei Gagini (Vincenzo, Fazio) e del pittore perugino Orazio Alfani, anche se non può essere del tutto esclusa l'ipotesì di un viaggio d'istruzione a Napoli e a Roma.
Nel 1553 il Ferraro eseguì, in tandem con Giuseppe Spadafora, l'acquasantiera in marmo, a forma di baldacchino del 4° pilastro sinistro della Cattedrale di Palermo esemplata su quella di Domenico Gagini, ma con esiti di originalità stilistica.
L'anno prima aveva eseguito per la chiesa di S. Lorenzo di Caltabellotta, il realistico gruppo in terracotta policroma del Compianto sul Cristo morto, sulla scia dei gruppi emiliani di Guido Mazzoni, che poi avrebbe replicato per la città di Naro.
Il capolavoro di Antonino Ferraro rimane tuttavia la decorazione plastico-pittorica del coro e del presbiterio della chiesa di S. Domenico in Castelvetrano (1574-80). concepita in forma unitaria quale sintesi delle tre arti maggiori: architettura, scultura e pittura, coniugando la tradizione locale gaginiana con la maniera romana di Michelangelo e di Raffaello e con gli esiti del più raffinato manierismo internazionale (scuola di ' Fontainebleau).
Sopra l'arcata ogivale, che immette nel coro, è un grandioso albero genealogico di Maria (Albero di jesse); nel presbiterio: profeti, Sibille e Misteri gaudiosi; nel coro Pantokrator, Apostoli, Evangelisti, Santi e Misteri gloriosi, oltre all'Autoritratto dipinto in elegante costume "alla spagnola" e l'iscrizione in lettere capitali: Tanti operis Huius caelator / Egregius Antoninus Ferraro Sicanus ac julianensis / Hic est. 1577.
L'attività artistica del Giulianese proseguì fino a tarda età con la decorazione della cappella della Madonna della Catena nella chiesa madre di Caltabellotta (1598) e della tribuna della Cattedrale di Mazara del Vallo ( 1600), coadiuvato dalla bottega e dai numerosi figli e nipoti, tra i quali emersero il primogenito Tommaso morto prematuramente, ed Orazio, quest'ultimo distintosi anche come pittore.
Il recupero crìtico dell'opera dei Ferraro da Giuliana si deve soprattutto ai recenti studi di A. G. Marchese, mentre la città di Giuliana ha voluto ricordare l'illustre dinastia di artisti dedicando la Scuola Media ad Antonino Ferraro.
dello scultore palermitano Domenico Costantino.